Pseudoperonospora humuli.

Conosciuta come Downy mildew, la Pseudoperonospora del luppolo è una patologia ad eziologia fungina caratteristica del luppolo.

Il suo ciclo si presenta in tre tappe, favorite dalla presenza di temperature e umidità ottimali al suo sviluppo (periodi di pioggia alternati a periodi di temperature di 15-20 gradi C). La prima manifestazione ‘clinica’ si ha in primavera sui nuovi getti che presentano crescita stentata, ridotta distanza tra i ‘nodi’ (punti di emissione delle nuove foglie), caratteristico aspetto ad ‘antenna’ dell’estremità superiore (dovuto alla scarsa capapcità di crescere in altezza del getto apicale e la tendenza ad emettere getti laterali dall’ascella fogliare più alta). Una sconda tappa si presenta in piena fioritura e sviluppo dei coni che, trattenendo tra le bratee un certo grado di umidità, favoriscono un microclima ottimale per il fungo (causa un danno economico notevole). Ed infine le spore in autunno si vanno a localizzare a livello della radice dove, se il clima è favorevole, danno l’avvio ad un nuovo ciclo con distruzione delle radici principali e conseguente morte della pianta, oppure rimangono latenti fino alla stagione successiva.

I segni tipici sono la crescita stentata, la colorazione pallida, la presenza di macchie sulle foglie che seccano e lasciano buchi o distrugono completamente la foglia, il segno dell’antenna’, la riduzione della distanza tra i nodi e aree necrotiche (marroni) sui coni e sui gambi (similli a scottature da sole).

In Italia non sono registrati prodotti per il luppolo quindi si affronta il problema in maniera ‘sperimentale’.

Sicuramente se il luppoleto è già avviato la comparsa della malattia in primavera prevede l’eliminazione fisica di tutte le parti colpite e loro bruciatura per evitare di creare focolai di Pseudoperonospora attiva, mentre in estate e autunno si ricorre a prodotti antifungini a base di solfato di rame e calcio (poltiglia bordolese) da somministrare su tutta la pianta e sul terreno.

La presenza dei coni durante la somministarzione di poltiglia bordolese comporta il loro non utilizzo ai fini birrari.

La scelta di varietà più resistenti e l’impiego di antifungini naturali sono le starde da percorrere.

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tipiche lesioni fogliari senza ‘polvere’ superficiale

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crescita stentata e riduzione degli internodi

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foglia colpita da più aree necrotiche

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lesioni sui fusti

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segno dell’antenna

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pianta sofferente, pallida, crescita stentata e lesioni fogliari evidenti.

Somministrato poltiglia bordolese:

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