Luppoleto: la struttura.

La prima cosa da fare è pianificare dove e quando impiantare un luppoleto.

DSCF0115Scelto il terreno idoneo per esposizione e tipologia, fresato le parti dove andranno i luppoli, è stato il momento di disegnare sulla carta la griglia di dislocazione dei pali della struttura.

DSCF0135Dopo innumerevoli ricerche, letture, consulatazioni anche oltr’alpe con chi il luppolo lo coltiva da sempre, la scelta è ricaduta sul ‘disegno’ tedesco.

DSCF0203Le fila sono distanti da centro a centro 3 metri mentre la lunghezza è dettata dalla disponibilità del terreno stesso, e nel caso nostro avevamo a disposizione 38 metri e così li abbiamo sfruttati avendo ancora ampio spazio di manovra tutt’intorno. Ogni fila presenta pali ogni 5,40 metri, fondamentalmaente abbiamo diviso i 38 metri per 7 interspazi sapendo che un interspazio inferiore a 4 e superiore ai 6 non era idoneo.

I pali li abbiamo scelti di legno (i vecchi pali del telefono ‘ricondizionati’ per intendersi) già utilizzati per le staccionate dei cavalli alti 6,50-7,00 metri.

Grazie ad una trivella attaccatta al trattore abbiamo fatto i fori nel terreno di 80-90 cm (limite imposto dal terreno causa pietre, ottimale sarebbe stato 1 metro, e un paio abbiamo dovuto riprenderli a mano perchè la trivella non oltrepassava i 40 cm) e a mano li abbiamo inseriti ognuno nel suo foro. Uno per uno sono stati posizionati a ‘bolla’, tranne quelli delle estremità che sono stati posizionati con un angolo di circa 60 gradi con il terreno, e la terra attorno compattata per dare stabilità (raggiunta solo dopo un paio di settimane di pioggia).

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Ad entrambe le estremità di ciascuna fila, ad una profondità di 60-70 cm è stata posizionata la base dell’ancora che terrà in tensione tutta la fila. Qui lo scavo è stato fatto a mano da due giovani volenterosi, Michele (mio fratello) ed Alessandro (un suo amico).

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DSCF0506Ultimata la struttura in legno con le sue ancore abbiamo iniziato ad ‘armare’ i pali con il cavo di ferro acciaioso utilizzato comunemente per i frutteti, e la treccia in acciaio per mettere in tensione le ancore.

Alla testa di ogni palo dopo una spennellata di vernice protettiva abbiamo posto un chiodo a ‘U’ con rondella per tenere il cavo d’acciaio in sede e non farlo affondare nel legno dopo averlo messo in tensione, mentre ai pali di testa il cavo è stato fatto girare attorno, bloccato per evitare scivolamenti con un chiodo ad ‘U’ e fissato su se stesso con particolari ‘blocchi’, che grazie ad una pinza apposita peremettono di mettere in tensione tutto il cavo.

DSCF0404DSCF0476DSCF0479DSCF0485Le trecce delle ancore sono state fatte girare con un capo attorno al palo ad una distanza di circa 80 cm dalla sua estremità superiore (grazie ad un ‘tirafondi’ inserito nel legno gli si impedisce di scivolare soprattutto durante la messa in tensione) e l’altro capo inserito nell’asola del’ancora stessa per poi essere bloccato con due morsetti dopo essere stato posto in tensione con apposito cricchetto.

DSCF0442DSCF0455DSCF0462DSCF0453Le teste dei pali le abbiamo infine coperte con un cappuccio di plastica per evitare che l’acqua li inzuppi troppo velocemente.

DSCF0493Al cavo orizzontale sospeso tra i pali abbiamo infine legato dei cordini di sisal (massimo tre) a foggia di ‘V’ con vertice inferiore su cui si arrampicheranno i luppoli.

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Ed ecco alla sera tutto montato per la messa a dimora delle piante.

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4 thoughts on “Luppoleto: la struttura.

  1. ottimo lavoro… che diametro hai messo i cordini?
    Sto vedendo un pò in giro su come creare l’impianto.
    Penso partirò con circa 10 rizomi per provare.. hai qualche consiglio da darmi?
    Tipo i pali li posso mettere l’anno successivo alla messa in dimora dei rizomi?
    Grazie

    • Grazie, per i cordini intendi quelli dove si arrampicano i tralci, giusto? E’ il cordino di sisal per imballare il fieno.
      Consigli… posso dirti di scegliere varietà in funzione all’utilizzo (privato o vendita), se vuoi una certa varietà conviene prenderla in vivai specializzati per essere sicuro che lo sia e non da privati che, in buona fede, non ti donano la sicurezza in questo senso.
      Se vuoi avere piante più robuste e grandi ti consiglierei di metterle in grossi vasi e seguirle così molto bene poi farai l’impianto e le metterai a dimora l’anno successivo. Mettere i pali dopo non è un problema salvo il fatto che non riesci a farle arrampicare bene. Non trascurare la parte dell’irrigazione nella realizzazione dell’impianto.

      • Ho già contattato una ditta che ve de rizomi, tu che qualità mi consiglieresti? Alla fine il luppolo lo venderei a privati, diciamo vorrei creare una piccola nicchia.
        In un anno circa la pianta quanto si sviluppa?
        Grazie

  2. innanzitutto ti consiglio di contattare l’associazione italiana luppolo per tutte le dritte burocratico e legislative che stanno dietro la vendita del luppolo in Italia: luppolo.org
    per la varietà dipende da cosa ti chiederà la clientela, se non lo coltivi per produrre un certo stile di birra in prima persona… quindi dipende dalla domanda di mercato.
    La pianta a seconda da chi e dove la compri (età della talea) si sviluppa in modo più o meno definitivo. Sicuramente avrai una produzione già il primo anno (alcuni la evitano potando basso per far rinforzare il rizoma) ma è dal terzo che entri a regime, malattie e condizioni di coltivazione permettendo.

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